Seinfeld and Company

Nei primi anni ’90, i figli del baby boom americano – la seconda generazione cresciuta con la televisione – vennero conosciuti come Generazione X, un’etichetta che indicava il loro posto incerto nel mondo. Gli autori ebrei di commedie di questo periodo giocarono sulla mentalità della “Gen X” di auto-realizzazione e indulgenza, scrivendo film e programmi televisivi che prendevano in giro il loro egocentrismo.

Gli interpreti ebrei degli anni ’70 e ’80 che erano stati in gran parte relegati a ruoli di supporto ora emergevano come protagonisti in sitcom televisive popolari come Seinfeld e Friends. Così, anche alcuni dei personaggi principali avevano identità ebraiche, come Grace Adler in Will and Grace e Kyle Broflovski in South Park – un netto contrasto con gli anni ’70, quando i personaggi ebrei, come la nipote ebrea di Archie Bunker, Stephanie, avevano solo ruoli di supporto. L’accettazione da parte del pubblico di questo fenomeno affermò che l'”ebraicità” era finalmente diventata parte integrante del panorama della cultura pop americana.

Much Ado About “Nothing”

“Se io sono il testimone, perché lei sta sposando lui?” – Jerry Seinfeld

Nel novembre 1988, il comico Jerry Seinfeld (frequente ospite del Tonight Show) si sedette di fronte al suo amico di lunga data Larry David (ex scrittore del Saturday Night Live) al Westway Diner nel centro di Manhattan e si lamentò della sua incapacità di creare una sitcom che riflettesse il “Seinfeld brand of humor” – astuta commedia di osservazione. Hanno concepito una sitcom che richiamasse la televisione classica: Jerry Seinfeld, come il collega comico ebreo Jack Benny prima di lui, avrebbe interpretato se stesso, un comico assillato dalle prove e dalle banalità della vita.

Spearheaded by Jewish head writer Larry David (l’ispirazione per l’amico di Jerry, George Costanza, interpretato da Jason Alexander), assistito da scrittori ebrei Tom Leopold, Carol Leifer (il modello per il personaggio dell’amica di Jerry, Elaine Benes, interpretata da Julia Louis-Dreyfus), e Dave Mandel, Seinfeld emerse presto come la sitcom più hippy d’America.

Il personaggio di Seinfeld rifletteva l’ambizioso uomo ebreo degli anni ’90 che è incapace di impegnarsi con una donna, rompendo con le fidanzate per motivi banali; in un episodio ha lasciato una donna perché indossava lo stesso vestito ogni giorno. Lawrence J. Epstein, autore di The Haunted Smile, vede l’indecisione di Seinfeld in materia d’amore come una metafora dell’incapacità di molti ebrei americani di affermare la loro ebraicità. “L’antica tensione tra identità ebraica e americana è parzialmente superata in Seinfeld”, scrive Epstein, “facendo sì che i personaggi non scelgano affatto, rifiutando di essere abbastanza grandi da dover scegliere.”

Il marchio dell’umorismo di Seinfeld era “una nevrotica follia ebraica e un narcisismo che ha appena catturato l’America”, commenta la leggenda della commedia Carl Reiner (Your Show of Shows, Oh, God!).

In un episodio, l’amico di Jerry, Kramer (Michael Richards) incontra la ragazza ebrea di Jerry, che tiene il kosher (“Wow! Sei così pia… quando morirai, avrai delle attenzioni speciali”). Più tardi, Kramer la ferma mentre sta per cedere alla tentazione di mangiare aragosta. “Mi hai salvato”, dice lei. “Sapevo che te ne saresti pentita per il resto della tua vita”, risponde lui. Alla fine, però, George (Jason Alexander) la convince con l’inganno a mangiare il cibo proibito. Questo colpo di scena rivela l’essenza di Seinfeld: il gioco comico tra gentilezza e crudeltà.

Gli sceneggiatori di Seinfeld, tuttavia, non perdonavano il comportamento senza cuore. Nell’episodio finale, Jerry e i suoi amici finiscono in prigione per essere rimasti a guardare mentre un uomo veniva derubato della sua auto. Il messaggio di chiusura dello show: Anche nell’universo amorale di Seinfeld, non si può sfuggire alla responsabilità etica. Con il suo protagonista apertamente ebreo e i suoi temi ebraici, Seinfeld, la sitcom di maggior successo degli anni ’90, fu uno spartiacque nella rappresentazione degli ebrei in TV.

Una famiglia di amici

“Ehm, perché se Babbo Natale e l’Armadillo delle feste stanno nella stessa stanza per troppo tempo, l’universo imploderà!” – Babbo Natale (Matthew Perry), quando Ben (Cole Sprouse) chiede perché l’Armadillo delle Feste (David Schwimmer) deve andarsene, su Friends

Nel 1994, una nuova sitcom incentrata su sei single di New York, due dei quali ebrei. Creata dalla scrittrice ebrea Marta Kauffman e dal suo partner David Crane, Friends esplorava le vite di questi amici platonici ventenni e trentenni, amanti, coinquilini e fratelli che formano una famiglia allargata.

In un episodio classico, Ross Geller, un padre ebreo single (interpretato da David Schwimmer), cerca di insegnare al suo giovane figlio Ben (Cole Sprouse) il significato di Hanukkah. Ben, che sta celebrando il Natale (l’ex moglie di Ross è cristiana), non può immaginare di non avere una visita di Babbo Natale. Per accontentarlo, Ross si mette a comprare un costume da Babbo Natale, ma riesce a trovare solo un costume da Armadillo.

Vestito da “Armadillo delle feste”, augura a Ben un “Buon Natale” e “Felice Hanukkah”. Ben poi chiede: “Anche tu sei per Hanukkah? Perché sono in parte ebreo!”. Eletto dalla reazione di suo figlio, Ross dice ai suoi amici: “Finalmente lo sto eccitando per Hanukkah!” Il messaggio dell’episodio: Con così tanti matrimoni misti, divorzi e assimilazione, non è facile per un giovane ebreo single in uno stato di limbo crescere un figlio con la sua identità ebraica intatta.

Coppie televisive interreligiose

Le coppie interreligiose sono diventate comuni nelle sitcom degli anni ’90. In The Nanny, una schietta tata ebrea (interpretata dall’attrice ebrea Fran Drescher) alla fine ha sposato il suo datore di lavoro inglese. Dharma e Greg esplorava i contrasti comici tra una hippie ebrea new-age e il suo abbottonato marito uomo d’affari WASP. Mad About You scavava nella vita del regista ebreo Paul Buchman (Paul Reiser) e della sua bellissima moglie non ebrea Jamie (Helen Hunt).

In netto contrasto, una generazione prima, la serie del 1972 Bridget Loves Bernie (sulla relazione tra un uomo ebreo e sua moglie cattolica irlandese) dovette essere cancellata a causa delle proteste sia della comunità ebraica che di quella cattolica.

Ebrea, Femminile & Orgogliosa

Grace: “Beh, cosa ti fa pensare di avere il candidato migliore?”
Will: “Grace, è gay.”
Grace: “Beh, il mio è una donna ed è ebreo. Questo fa due vittime contro una tua.”
-Will (Eric McCormack) e Grace (Debra Messing) che discutono di candidati politici, Will e Grace

Will e Grace, una serie comica con un protagonista maschile gay, ha aperto nuove strade quando ha debuttato sulla rete televisiva nell’autunno 1998. Creato da David Kohan e Max Mutchnick (entrambi ebrei), lo show esplora la relazione platonica tra Will Truman (Eric McCormack), un avvocato WASP gay, e Grace Adler (Debra Messing), un’arredatrice ebrea eterosessuale.

Oltre al suo onesto ritratto degli omosessuali, la serie è pionieristica nella sua rappresentazione di una bella protagonista femminile orgogliosamente ebrea che è piacevolmente libera da stereotipi negativi.

Nell’episodio “Cheaters”, per esempio, Grace scopre che il padre sposato di Will, George (Sydney Pollack) ha preso un’amante, Tina (Lesley Ann Warren). Grace informa un incredulo Will, che poi invita suo padre e Tina a cena. Frustrata dalla banalità della conversazione, Grace prende da parte Will e spiega che, nella sua famiglia ebrea, una questione di tale gravità sarebbe stata messa in tavola prima dell’antipasto. Will ribatte dicendo che nella sua famiglia le cose non vanno così. Alla fine, come risultato del pungolo di Grace, Will e suo padre si impegnano in una lunga conversazione a cuore aperto.

Il ritratto dello show di una donna ebrea emotivamente schietta e onesta contrasta nettamente con la rappresentazione di Woody Allen della chiassosa e stravagante famiglia ebrea di Alvy Singer in Annie Hall.

Adattato con il permesso della rivista Reform Judaism.

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